Archive for tag: solidarietà

Cercando i pelati

scritto da Oliviero Motta il 04/04/2017 in Fragilità, solidarietà, volontariato, emporio, vulnerabilità | lascia un commento

IMG 5920C’è un aspetto che talvolta si dimentica, quando si pensa ai servizi di assistenza. Eppure è l’elemento senza il quale tutto diventa meno sensato; utile, ma senza sugo. Sono le relazioni sociali, i legami di prossimità che possiamo generare intenzionalmente quando animiamo un luogo che “eroga” prestazioni e servizi assistenziali. Sì, ovvio, se ci si pensa sopra un attimo. Ma non così scontato quando, nei fatti, si viene trascinati dalla quotidianità, quando le prassi si induriscono in procedure, quando il numero costringe a lavorare in serie. Conosco mense per i poveri che sono delle catene di montaggio, nelle quali l’operatività, la prestazionalità ha prevalso sullo spazio della relazione vera, mangiandosi il tempo e la pazienza che invece sarebbero necessarie. Conosco pure storici volontari che covano ormai un sordo disprezzo nei confronti delle persone alle quali si dedicano.

Ci pensavo in questi giorni di “decollo” del nostro Emporio della ...

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Piccola lezione di idraulica

scritto da Oliviero Motta il 05/07/2016 in marginalità, solidarietà, accoglienza, famiglie | lascia un commento

SanmartinoSan Martino spunta ovunque. Letteralmente. E’ il santo patrono della parrocchia e della piccola città, a lui è intitolata la piazza principale e una Fiera che si svolge da quel dì: "Ivi si fa fiera il giorno di San Martino di ogni sorta de merci et robba cibaria ogni anno”, recita una fonte del 1680.

E infatti eccolo anche qui, in un bellissimo e vasto bassorilievo in cotto, proprio sopra quella che una volta era la porta d’accesso dell’antica cascina. Oggi le trasformazioni urbanistiche hanno relegato quest’opera d’arte sul retro del fabbricato e in macchina non ci puoi arrivare; è una visione riservata a chi, a piedi, riprende la strada vicinale sterrata. Giri l’angolo e ti sovrasta la classica iconografia: il santo soldato a cavallo, con la spada sguainata che pare travolgere il povero mendicante steso per terra. E invece l’arma serve a tagliare a metà il ...

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Silver age, l'energia dei sogni

scritto da Oliviero Motta il 08/01/2016 in Caritas, solidarietà, volontariato, emporio | lascia un commento

EmporiovaSi dice comunemente che l’energia sia una caratteristica dei giovani. E che questi dovrebbero avere un po’ il monopolio dei sogni e dei progetti per il futuro. Ma naturalmente non è così.

Ho appena chiuso una riunione di persone diciamo in là con l’età, in mezzo alle quali il mio mezzo secolo faceva precipitare sensibilmente la media. Pensionati, per lo più. Silver age. Stiamo progettando quella che in linguaggio Caritas è un’opera-segno, cioè un servizio emblematico e significativo, in grado di rappresentare un richiamo forte e concreto alla solidarietà e alla dignità di tutti. In questo caso si tratta di un emporio solidale.

Che cos’è un emporio solidale? L’ultimo Rapporto nazionale Caritas sulla povertà e l’esclusione sociale lo definisce “un punto di distribuzione al dettaglio completamente gratuito, realizzato al fine di sostenere le famiglie in difficoltà attraverso l’aiuto alimentare e l’accompagnamento relazionale per favorire il recupero ...

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Doppia fortuna

scritto da Oliviero Motta il 06/11/2015 in solidarietà, rete, nuovi stili di vita, mondialità | lascia un commento

Planisfero“Benvenuto. Per cominciare tira il dado”, mi fa lui, sorriso aperto e mano tesa. Insomma, difficile dire di no. L’aspetto dello stand è tutt’altro che incoraggiante: grandi cartoni a vista tagliati e ricomposti a formare dei cubicoli; incollati sopra ci sono manifesti, carte geografiche, volantini vari. Diciamo la verità, non è proprio un gran bel vedere, tutto il contrario del magico mondo del marketing.

Il dado è quello classico dei giochi in scatola, lo spazio dove tirarlo è un vecchio piano del Monopoli. Lancio il cubo e faccio due. “Sei fortunato, avevi una possibilità su sei di nascere nel nord del mondo, solo facendo due”. E mi illustra la mia dotazione di nascita, che il caso ha determinato per me: su una metà del piano ci sono l’energia che ho a disposizione (simboleggiata da un bel numero di pile AA/6 accatastate), un gran mucchio di banconote e ...

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Per chi suona la campanella

scritto da Oliviero Motta il 15/09/2015 in solidarietà, accoglienza, rifugiati | lascia un commento

Il suono della campanella ci sorprende qui, nel seminterrato, dove pranzavano gli studenti liceali. Ora non c’è più niente: via i tavoli e le sedie, sparito ogni altro segno della presenza di un istituto superiore.
Rimangono i muri, con le tracce delle attività didattiche impressi dalla polvere, i graffiti sulle porte dei bagni (“Paolo frocio”, diventato nel tempo un più colto “Paolo procio”) e qualche scartoffia a volteggiare in bidelleria. Gli immobili così, rimasti nudi e crudi, hanno quasi sempre qualcosa di magico e triste.

Ed è proprio la campana a sigillare quest’atmosfera surreale con la sua ottusa allegria, come se nulla fosse cambiato, come se fosse ancora urgente separare l’ora di latino da quella di matematica. E invece questo ex istituto religioso, a suo tempo intelligentemente convertito a scuola superiore, da un anno è vuoto e disabitato; una delle tante strutture di proprietà delle congregazioni religiose in ...

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Distribuire il cibo alle famiglie: tutta una questione di tempi

scritto da Oliviero Motta il 28/01/2015 in povertà, Caritas, solidarietà, volontariato, cibo | lascia un commento

 

È tutta una corsa contro il tempo. Chiamano dal centro commerciale e immediatamente vi date da fare col telefono per trovare qualcuno in più che vi dia una mano; in due, infatti, non ce la fareste a portare via tutta quell

Pane

a roba. Perché dovete farvi vivi nel giro di un paio d’ore, se no si arrangiano in qualche altro modo. Se un paio di volontari sono liberi, dovete poi organizzare i prod

otti: verificare che la bolla sia a posto, fare lo scarico della merce accertando il numero di confezioni e la grammatura, valutare i tempi strettissimi – a volte una manciata di giorni - che vi separano dalla data di scadenza impressa sulle confezioni. E se si tratta del cosiddetto “fresco”, quello non confezionato, non si può perdere neanche un’ora: portare le ceste nel centro parrocchiale ...

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Tra sogno e realtà, una pasta e fagioli per chi dorme per strada

scritto da Oliviero Motta il 27/10/2014 in Esclusione sociale, povertà, solidarietà | lascia un commento

Pasta E FagioliMeno male che non è un sogno, perché altrimenti la Smorfia napoletana non ci lascerebbe scampo. Il codice partenopeo, come si sa, attribuisce un numero e un significato preciso a ogni dettaglio che riusciamo a ricordare dopo la sveglia. E allora: fagioli (numero 7) vuol dire “pettegolezzo spiacevole”; mangiar fagioli (numero 2), “dispute e disaccordi”; consumare un pasto in compagnia (numero 80), “liti con i vicini”. Che cosa direbbe la Smorfia di questa pasta e fagioli mangiata assieme ad altre 250 persone? Cosa ci aspetterebbe il giorno dopo?

E invece eccoci qui, come ogni ottobre, in attesa di entrare nella mensa che una volta era “dei poveri” e che oggi si chiama “Un posto a tavola”; la sostanza, al di là dei nomi, non è cambiata di molto, visto che il grande locale rosa antico continua ad ospitare persone che non riescono a mettere insieme il pranzo con ...

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Il circolo virtuoso del cassonetto giallo: dagli abiti usati nasce la comunità

scritto da Oliviero Motta il 11/09/2014 in lavoro, solidarietà, riciclo, rifiuti | lascia un commento

Imagescabm9i8hEccolo lì, silenzioso e immobile, con la bocca spalancata, che ci aspetta. Chissà quante volte ci siamo passati davanti senza notarlo più di tanto; da almeno quindici anni, infatti, fa parte dell’arredo urbano del milanese, e non solo. Qualche anno fa - quando ancora non era progettato a regola d’arte e certificato - è arrivato suo malgrado alla ribalta delle cronache nazionali, perché alcuni bimbi rom c’erano rimasti incastrati. Ma ora non ne parla più nessuno, com’è giusto che sia: le buone notizie, quasi sempre, non sono notizie.

Eppure, se si avesse la voglia di guardarlo con attenzione e di compulsare sul nostro cellulare so-tutto-io, si potrebbe facilmente scoprire che dietro quel cassonetto giallo marchiato Caritas, Rete Riuse e Dona valore, c’è un mondo che vale la pena di conoscere e far conoscere, un lungo circolo virtuoso, una specie di quadratura del cerchio.

Qualche settimana ...

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Quelle suore antiche che accolgono le famiglie siriane in cerca di futuro

scritto da Oliviero Motta il 27/06/2014 in profughi, solidarietà, accoglienza | lascia un commento

SurayaApri bene gli occhi e le orecchie. C’è uno stridore nell’aria, se ti concentri lo puoi percepire. E’ come un sovrapporsi di tempi e luoghi che non potrebbero, in teoria, coesistere. Ma nei fatti sono contemporanei. Da un lato la giovane donna araba, con il lungo abito nero e il velo bianco in testa, che ti accoglie con un accenno di sorriso; dall’altro i corridoi larghi e alti e le vetrate di un tipico istituto di metà ottocento, abitato e animato da religiose. Il silenzio evocato dai grandi saloni, la baraonda di ragazzini che rincorre il pallone giù in cortile. Ti aspetti di incrociare la timidezza e la solitudine di Oliver Twist e invece ti viene incontro un idioma sconosciuto del medio oriente.

 Oggi, in questo imponente istituto di suore si apre una casa per accogliere le famiglie scappate dalle tribolazioni e dai pericoli della guerra civile siriana. ...

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Se vuoi che qualcosa cambi, cercati un gruppo

scritto da Oliviero Motta il 17/04/2014 in solidarietà, disoccupato, autoaiuto | lascia un commento

E’ come se ti si accendesse una lampadina nella testa. Sei lì, in cerchio con gli altri, e le parole che ascolti si mettono in fila l’una dietro l’altra, così familiari e consuete, trascinandoti nel flashback. Sta parlando Aldo, descrive la situazione di pericolo che ha sperimentato quando ha attraversato la “fase buia” della perdita del lavoro: i primi segni di depressione, il lasciarsi andare – il “divanizzarsi”, appunto - i tempi che saltano, gli impegni e i doveri che non sono più avvertiti come tali. Il rotolare lento e disordinato di una vita senza più capo né coda. Messa sul pericolante margine che separa il senso dal non senso. (A questo proposito, mi viene in mente il riferimento alla “Metamorfosi” di Kafka che Massimo Cirri fa nel suo bel libro “Il tempo senza lavoro”). Ma ciò che mi impressiona è quello che segue: Aldo parla della paura di ricascarci, ...

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